lunedì, ottobre 16, 2006

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

(Costantino Kavafis - Itaca)

postato da: celestez alle ore 16:18 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, luglio 05, 2006

Caro Dio,
il mio Dio è un altro Dio.
Il mio Dio sono gli occhi dei bambini di Bucarest, che sniffano colla per non sentir la fame, che vivono nelle fogne della città per non essere uccisi, venduti, mutilati, stuprati. Loro, i "santi innocenti".
Il mio Dio sono gli occhi dei "ninos de la rue"…i bambini di strada brasiliani e le loro "favelas" piene di fango e sporcizia….… che per mezzo dollaro si daranno a chiunque.
I bambini cui tu non hai dato un'opportunità per vivere dignitosamente, che sopravvivono sottoterra, come topi affamati. Di pane e d'amore.
Il mio Dio sono le bombe al Napalm, mentre bruciavano nei corpi scheletrici di un popolo piagato da vent'anni di guerra. Ma mai piegato.
Il mio Dio era il piccolo uomo di Piazza Tien Ammen, davanti al carro armato, con la sua busta piena di poche cose, grande solo della sua fierezza, grande nella sua desolazione, nella sua disperata solitudine.
Caro Dio, cantava Battiato rivolgendosi agli uomini "….ma non ti fanno un po' dispiacere quei corpi in terra, senza più calore…."? Io lo chiedo a te….non ti fanno pena i morti dell'Irak , dell'Afganistan, del Ruanda…e di tutte le guerre dimenticate?.
Il mio Dio sono le pance dei bimbi gonfie di fame, con il viso mangiato dalle mosche che come mosche muoiono in silenzio. Nel nostro silenzio colpevole, di noi, nati nel nord del mondo.
Il mio Dio sono le mani sporche dei barboni, poveri mucchi di stracci senza dignità alcuna, sono i loro sorrisi senza denti, il loro respiro pesante di vino da pochi soldi che bevono per sopravvivere….o per morire nell'oblio.
Il mio Dio sono i reietti, i diseredati, i rassegnati, i dimenticati, i falliti…..escrementi di questo grande organismo chiamato società civile.
Il mio Dio sono i grandi occhi tristi delle donne perseguitate, umiliate, impazzite, rifiutate, abbandonate, inaridite, senza più sorriso….le donne costrette a ripiegarsi su se stesse per proteggersi dai colpi della vita. Le donne senza giustizia. E giustiziate. Le donne senza più vita.
E il mio Dio sono loro, gli uomini senza anima, senza volto né respiro, senza coraggio….di provare, di fallire, di ricominciare. Gli uomini che non danno amore. Che non sanno amare. Gli uomini morti.
Il mio Dio sono loro, mentre il tuo volto si confonde sempre di più con quello dei dollari e in tuo nome si autorizzano democraticamente gli assassini a massacrare, a invadere, a civilizzare.
Il mio Dio non ha creato il cielo e la terra, gli animali e le piante, gli oceani e le montagne, per poi cederle all'uomo e alla sua meschina grettezza, alla sua atavica violenza, alla sua feroce sopravvivenza.
E, dimmi Dio, non ti dispiace di averci creati così stupidi? E poi…voglio domandarti:
……. Ma tu, Dio, sai piangere?
(z)

con rabbia e tenerezza
"come la rabbia di amar"
un abbraccio
celestez

postato da: celestez alle ore 16:30 | Permalink | commenti (2)
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sabato, aprile 01, 2006

 

CIAO TOMMASO

TI ABBIAMO VOLUTO BENE

TU CONTINUA A VOLERNE A NOI

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

postato da: celestez alle ore 23:42 | Permalink | commenti
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mercoledì, marzo 08, 2006

PER TUTTI I BAMBINI INNOCENTI

Rileggendo il libro di uno dei miei autori preferiti, tra le sue parole tutte a dritta, ho avvistato una poesia a me dedicata.
Ho ripercorso quel sentiero con gli occhi del poeta, ne ho urtato le insidie, ne ho carpito i segreti, snervati dalla mia ottusa presunzione.
“Solo andata” ha intitolato l’amico Erri, solo andata per gli inferociti dai capelli imbiancati, mai addomesticati, né più attuali, perché estinti dalle colpe dico io.
In quelle righe, fotogrammi impolverati dai secoli trapassati, nei vicoli ciechi scelti e nelle solitudini cadute giù a grappolo, come i vincoli, quelli bastardi destinati al macero.
Riconoscere i suoni della strada, nei rumori degli sguardi, lo sferragliare dei pugni e degli spari, righe sgangherate di ogni storia di allora, segni diritti senza inverso, privi di rese d’accatto.
Rileggere quelle parole, e sentire nel profondo il rigetto per il rapimento del piccolo Tommaso, strappato di brutto al cuore, per essere ghermito come una clava.
Di fronte a accadimenti così denudati di ogni dignità, ci si ritrova con le spalle al muro, senza alcuna giustificazione plausibile, neppure quella dell’indifferenza, o dell’omertà scambiata per solidarietà, non c’è più neanche sipario da calare per evitare l’oppressione dell’offesa.
Non c’è più sceneggiatura né romanzo scaltro che contenga lo scempio per azioni così morte di fierezza, non c’è rapinatore né assassino da fiera da esibire per tentare di allontanare le miserie incoffessabili che possono indurre qualcuno a fare male a un bambino.
Chi ha un’alta considerazione di se stesso, è poco influenzato dai giudizi altrui, ma nelle righe di quel libro, c’è intero il sussulto e il diniego per questo strappo alla ragione, per quel bimbo trascinato via, che non ha scelto di seguire i cattivi, è stato costretto a farlo, senza neppure essere consapevole della vita a un palmo dal baratro.
Rileggo ancora i versi, e mi accorgo che in Tommaso c’è l’urlo e la preghiera per un rilascio che non consente dilazioni.
Proprio in Tommaso che ritorna alla sua casa, c’è un nuovo futuro ove migliorarsi e tentare di cambiare ciò che è estremamente sbagliato, perché contronatura, persino per gli inferociti di un tempo, e certamente Tommaso, un giorno potrà senz’altro dire, mi avete fatto inferocire, ma io, sono rimasto un uomo. (Vincenzo Andraous)

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

 

postato da: celestez alle ore 01:46 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, marzo 02, 2006

Dana mi ha detto:
"Tati non piangere, sorridi! quando sorridi sei più bello!"

Si stanno avviando all’epilogo le “analisi” dei dossier dei bambini “sospesi” in Romania.

Abbiamo ricevuto la lettera della rappresentante del governo rumeno canaglia, bertzi.

Dice che Dana sta rientrando nella famiglia biologica e pertanto il nostro dossier sarà restituito.

Un rapporto FALSO del DPC di Costanza dice che la bambina ha avuto un primo incontro con la madre biologica ed ha dimostrato di essere contenta!!!???

La verità è che (l’assistente maternale era presente) è corsa a rifugiarsi choccata dietro l’assistente maternale, non ha voluto contatti fisici e dopo l’incontro ha pianto per diversi giorni disperata.

E’ terrorizzata dall’idea di essere mandata da una mamma di cui ha sempre ignorato l’esistenza e che in 8 anni non l’ha mai cercata.

La “famiglia biologica” sarebbe composta da una mamma con altri 3 figli di cui uno maggiore di Dana, l’unica ad essere stata abbandonata, probabilmente per i problemi di salute (dalla nascita ha trascorso più di sei mesi in ospedale).

Ciascuno dei figli ha un padre diverso e nessuno di questi “padri” è presente in famiglia, c’è un nonno con problemi di alcolismo, la madre vive di espedienti e della vendita di oggetti recuperati nelle discariche.

L’indigenza è assoluta e i c.a 50 euro al mese che il governo da per Dana da quando frequenta la scuola sono stati lo specchietto per le allodole che il DPC di Costanza ha usato per convincere la povere donna a riprendersi Dana.

Questi sono i risultati della volontà politica del governo canaglia rumeno per dimostrare che la legge nicholson funziona. Si fanno veri e propri abusi emozionali mercenari a danno di questi innocenti pur di buttare sabbia negli occhi dell’europa.

Il nostro permesso di visita per il 9 di marzo è stato cancellato nonostante i diritti della Legge 272, stiamo instaurando una causa a Costanza e un ricorso al Tribunale europeo per i diritti dell’uomo sulle aberrazioni di una legge che consente ad una madre che ha abbandonato alla nascita la figlia di riprenderla dopo otto anni per intascare un sussidio che allevi il suo stato di indigenza.


P.S. Dana piange al telefono e ci supplica di non lasciarla andare “da quella donna cattiva”

Marina e Massimo

 

http://www.aibi.it/wwforum/forum_posts.asp?TID=805&PN=1&TPN=1

http://www.aibi.it/wwforum/forum_posts.asp?TID=789&PN=1&TPN=1

http://www.aibi.it/wwforum/forum_posts.asp?TID=401&PN=1&TPN=51

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

"Sai, il tempo è scivolato via, Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere, E' una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà, Per noi….NOI"
(Nomadi - Dove si và)

postato da: celestez alle ore 00:51 | Permalink | commenti
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mercoledì, marzo 01, 2006

OGGI VA COSI'...

Sai, scriverti una lettera
Non è una cosa facile
Sai, mi sento così fragile
Le bombe non ti ascoltano
Ma, questa guerra non mi cambierà, Mai

DOVE SI VA'
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte

DOVE SI VA'
Come si fa
Se vivere da queste parti
E' come tirare a sorte

Sai, il tempo è scivolato via
Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere
E' una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà
Per noi….NOI

DOVE SI VA'
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
DOVE SI VA'
Come si fa
Se vivere da queste parti
E' come tirare a sorte

E non riesco più a sorprendermi
E'la pazzia che danza attorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no
Non può salvare la notte
….la notte…..

DOVE SI VA'
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
DOVE SI VA'
Come si fa
Se vivere da queste parti
E' come tirare a sorte

Sai, scrivere una lettera
Non è mai stato facile.

(Dove si và - Nomadi)

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

 

postato da: celestez alle ore 00:22 | Permalink | commenti
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giovedì, febbraio 16, 2006

Spesso purtroppo certe notizie paiono bufale per il cinismo di chi non ha scrupolo ad usare ogni mezzo per rubare soldi.
QUESTA però, NON E' UNA BUFALA
ma una richiesta di aiuto vera: trattasi del cugino di Jacopo, un amico (per chi non lo sapesse, Jacopo è il marito di Laura Tortadimele).   Per evitare "casini" gli Jacopo sono due: il mio amico e suo cugino, il bambino. 

Ho visto Jacopo al loro matrimonio. Un bimbo con i capelli rossi che ogni tanto urlava.
L'operazione costa 300000 euro, di cui l'ASL rimborserà max l'80 %, ovviamente dopo che loro avranno pagato, prima no... Quindi circa 240.000 euro che verranno probabilmente chiesti in prestito a una banca, gli altri 60.000 son tutti da trovare....... (grazie da Laura)


Ciao, mi chiamo Iacopo
Sono un bambino di 7 anni affetto da sclerosi tuberosa. Molti non conoscono questa malattia, già il nome non promette niente di buono. Ed infatti è considerata una malattia rara (proprio per questo poco studiata), molto insidiosa, senza cura...
In poche parole possono venire colpiti alcuni organi: cuore, reni, sistema nervoso centrale, bulbo oculare, pelle. Per quanto mi riguarda i problemi più importanti sono a livello cerebrale; la formazione di alcuni tuberi (da qui il nome della malattia), sono causa di crisi epilettiche, abbastanza controllate da un cocktail farmacologico. Ma non del tutto…
Questo mi provoca un ritardo generale sul mio sviluppo psicofisico e soprattutto nel linguaggio.
Ho avuto la fortuna di conoscere (tramite una famiglia con problemi analoghi) un medico di New York (il dr. Devinsky del New York University Medical Center), dal quale sono seguito dal 2001, che mi ha tanto aiutato nel mio percorso fino a qui. Ma adesso, causa un sensibile peggioramento rilevato dall'EEG, ci sarebbe la possibilità/necessità di asportare chirurgicamente alcuni di questi dannatissimi tuberi che tanto mi danneggiano.
Questa è la buona notizia, compreso il fatto che mi dicono migliorerò sotto tanti aspetti.
Quella brutta è che tutta la faccenda costa come comprare un 3 vani a Firenze. I miei genitori, parenti ed amici tutti, si stanno arrovellando per trovare i fondi. Abbiamo già avuto molte dimostrazioni di solidarietà, anche da perfetti sconosciuti, che si stanno prendendo molto a cuore il mio futuro.
So che storie come la mia sono all'ordine del giorno, che i miei diritti sono esattamente gli stessi di mille altri bambini. Sta a voi decidere, se e come impiegare i vostri soldi…
Ringrazio tutte le persone a cui farà piacere partecipare a questa mia avventura (la cifra non conta), e anche quelle che hanno avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di questa mia lettera.
Iacopo

c/c bancario n. 60000
intestato a: "per Iacopo"
della Cassa di Risparmio di Firenze,
Ag. Sesto F.no , Via Cavallotti.
Per bonifico: ABI: 6160 ­ CAB: 38100 ­ CIN I.
(Questo c/c è stato aperto dal Comitato della Pieve di San Martino e dalla Misericordia di Sesto Fiorentino).

c/c postale n. 70416805
intestato a: Niccolini Simona, la mamma, dato che iter burocratici lunghi e complessi non ci consentono, in tempi brevi, di intestare il conto direttamente al bambino.

Inoltre, il numero di telefono di Simona (la mamma) è il 339 8848934;
quello di Michelangelo (il papà) è 393 3304595.
L'indirzzo di entrambi è via Grandi 101, 50019 Sesto Fiorentino

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

postato da: celestez alle ore 13:15 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, febbraio 08, 2006

Che poi è strana la vita.

Stamattina una collega ci ha portato le foto di sua figlia, nata durante l'estate.
Un capolavoro di bimba.

La telefonata di mezzo, un'ora a porte chiuse in questa 4x3, da solo, con il cuore che fa a pugni con un caleidoscopio di emozioni che si mescolano, con i loro colori diversi e vivi che ti entrano dentro.

Apro la porta e la collega della stanza accanto, prima di cominciare un lavoro insieme mi dice: "vuoi vedere le foto del mio bambino?" un magnifico "esemplare di uomo" di 20 mesi che gioca e sorride alla vita.

Come sale sparso su una ferita. Ma lei non sapeva.

Come toni diversi del colore di una vita.

Come ci si vive dentro a un colore?
Accettandone tinte, toni e sfumature...
ho risposto un giorno.

E la risposta è la stessa, ora.

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

postato da: celestez alle ore 16:07 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, febbraio 08, 2006

un GRAZIE di cuore...

a chi ha tenuto le dita incrociate o fatto il tifo in tutti i modi possibili, a chi ha pregato e a chi ha  rispolverato amuleti di ogni genere e tipo.

L'invito è: disincrociate le dita.

Mezz'ora fa è giunta una telefonata.

Buona vita piccolo: la gioia di aver incrociato anche solo idealmente le nostre vite è l'augurio di un futuro che ti doni l' AMORE che meriti, anche se non saremo noi a farlo.

con rabbia e tenerezza
un abbraccio
celestez

 

Crederci SEMPRE

mollare MAI

postato da: celestez alle ore 14:36 | Permalink | commenti (2)
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sabato, febbraio 04, 2006

Dialogo con un commesso della Coop tra una cassetta d'insalata e la scelta delle cipolle

Ciao Diego, come stai?
Bene grazie, va tutto bene.

E al paese? E' da un pò che non passo di là.
Beh, al paese tutto tranquillo, la solita monotonia.

Non ci credo, visto quello che è successo ultimamente, e poi sono un pò deluso, non mi invitate mai quando c'è da divertirsi.

Diego si avvicina e sottovoce:
Sto tribolando un pò con mio padre. Ha 77 anni e, a causa di una tosse persistente abbiamo fatto "una lastra" e scoperto un tumore ai polmoni. Pensa che lui ha sempre fatto tutto, camminate a piedi di 6 km con la mamma tutti i giorni. Ora si sta curando anche se a quell'età non è possibile la chemio. E si è ripreso un pò, però sono molto preoccupato.

Sospiro

Cosa vuoi, è la vita...

E proprio a me lo dici?

Eh sì celeste. Ogni volta che lo vedo lì in quella situazione o ci rifletto penso a te, non sono balle, e mi dico che sono stato fortunato...

Silenzio.

Un sorriso...

grazie Diego

un abbraccio
celestez

P.S. Alcuni retroscena per chi non mi conosce:
La vita mi ha permesso la gioia della mia famiglia intera solo fino all'età di 14 anni e da quel 1978, nel giro di 5 anni mi ha chiesto di farceli da solo i conti con la vita. Diego è un mio coetaneo, siamo cresciuti insieme, avendo vissuto nello stesso paese per 27 anni.

postato da: celestez alle ore 23:01 | Permalink | commenti
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